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27
Mag 2020

Un approfondimento: Barometro Salute Mentale e Benessere psicologico

Presentazione di una ricerca

 

Questo primo studio e ricerca, ancora in corso, sugli effetti del Covid-19 e del lockdown in Italia, Spagna e Regno Unito*, sulla salute mentale e benessere psicologico, permette una prima riflessione sull’impatto che la pandemia ha avuto sulla popolazione di questi paesi.

I primi dati della ricerca rilevano i cambiamenti nello stato di salute mentale e nel benessere psicologico della popolazione italiana, durante e dopo l’emergenza legata all’epidemia da Covid-19, attraverso resoconti forniti da un’ampia rete di psicologi e psicoterapeuti sulle relazioni di sostegno psicologico e psicoterapeutico in corso.

La serie di grafici offre una rappresentazione esaustiva dell’analisi quantitativa dell’andamento di diverse dimensioni relative ai vissuti delle persone, aggregate in tre macro-aree:

  • emozioni negative
  • emozioni positive
  • fiducia verso il prossimo futuro

 

Gli indicatori presi in esame sono:

 

FIDUCIA

La misura del costrutto “Fiducia” rileva quanto la persona sperimenti sul piano emotivo una sensazione che denota una visione positiva, ottimistica e fiduciosa rispetto al futuro prossimo.

Ottimista: 45.24

Fiducioso/a: 47.62

Ottimista Fiducioso/a: 46.43

Il punteggio varia da 0 a 100. Punteggi elevati indicano che il/la paziente/cliente evidenzia un orientamento ottimistico e fiducioso. Punteggi bassi, viceversa, indicano che il/la paziente/cliente evidenzia un orientamento poco ottimistico e poco fiducioso.

 

AFFETTO NEGATIVO

La misura del costrutto “Affetto negativo” rileva quanto la persona sperimenti sul piano emotivo una serie di sensazioni disturbanti, come paura, rabbia, nervosismo, tristezza.

Angosciato/a: 50.00

Nervoso/a: 25.00

Spaventato/a: 50.00

Turbato/a: 50.00

AFF.NEG.: 43.75

Essere disoccupati, vivere con più persone, avere a casa bambini/ragazzi in età scolare, avere subito un evento stressante (i.e. chiusura attività), e la perdita di guadagno sono positivamente correlati (aumentano) con lo stress psicologico e i rischi per la salute mentale. Al contrario sono negativamente correlati (diminuiscono), avere un reddito relativamente alto, possedere casa di proprietà senza mutuo, avere uno spazio abitativo relativamente ampio, poter pagare le bollette.

Il punteggio varia da 0 a 100. Punteggi elevati indicano che il vissuto emotivo del/della paziente/cliente è caratterizzato da affetti ed emozioni negativi. Punteggi bassi, viceversa, indicano che gli affetti e le emozioni negativi NON caratterizzano il vissuto emotivo del/della paziente/cliente.

 

AFFETTO POSITIVO

La misura del costrutto “Affetto positivo” rileva quanto la persona sperimenti sul piano emotivo una serie di sensazioni di benessere, come entusiasmo, energia, sicurezza, attività.

Attento/a: 100.00

Attivo/a: 50.00

Interessato/a: 75.00

Vigile: 75.00

AFF.POS.: 75.00

Il punteggio varia da 0 a 100. Punteggi elevati indicano che il vissuto emotivo del/della paziente/cliente è caratterizzato da affetti ed emozioni positivi. Punteggi bassi, viceversa, indicano che gli affetti e le emozioni positivi NON caratterizzano il vissuto emotivo del/della paziente/cliente.

 

Questi dati ci dicono della complessità del fenomeno pandemia, allontanando facili interpretazioni sui vissuti delle persone coinvolte.

 

Sovente, in questo periodo, abbiamo letto sulla stampa ipotesi le più differenti sui comportamenti ed atteggiamenti degli italiani come risposta al lockdown. Nella peggiore dei casi si è parlato di risposte traumatiche soggettive e nelle relazioni di coppia e familiari, diversamente, in positivo, si sono illustrate gli effetti benefici, spesso auspicati, degli effetti del virus.

Il tutto immerso, spesso, in una retorica di buonismo che vede l’uomo sempre pronto a cogliere dalle situazioni più difficili e dolorose elementi di cambiamento. Prendere coscienza, avere consapevolezza, ripensare alle domande esistenziali di senso, trasformare propri atteggiamenti e visione di vita, generare nuovi modi di relazionarsi, dare rilevanza ai legami, mettere in discussione un sistema economico produttivo, ripensare a uno sviluppo ecologico sostenibile, e potremmo continuare, sono diventati una sorta di mantra che ammanta i buoni intenti di ogni persona di buon senso.

Dichiarazioni tutte condivisibili, chi non sottoscriverebbe questo manifesto per una nuova cultura di un umanesimo, intriso di valori solidaristici, di giustizia e di fratellanza. In realtà se questi dati verranno confermati nei prossimi mesi, sarebbe utile essere più cauti su questi annunciati cambiamenti.

 

New Normal, la nuova normalità – ovvero come sarà la nostra nuova vita dopo il Coronavirus.

 

Certamente sarà diversa, pensiamo soprattutto all’economia, alla riorganizzazione dei trasporti, al sistema sanitario, al tempo libero, ed altro. Ciò non significa necessariamente d’emblée un cambiamento radicale nelle mappe cognitive di ognuno. Gli atteggiamenti di ogni persona, trasformati in comportamenti e stili di vita, insieme a un sistema emozionale costruito nel ciclo di vita, necessitano tempo, molto tempo.

Il nuovo scenario è un forte stimolo, una buona occasione quantomeno per una pausa di riflessione, una pagina aperta su cui cominciare a scrivere un nuovo vocabolario.

La sfida è cominciata, ai ricercatori e agli psicologi monitorare i prossimi passi.

 

Antonella Bindocci, Psicologa e Psicoterapeuta

Salvatore Palazzo, Psicologo e Psicoterapeuta

 


(*)Finanziato e realizzato da Open Evidence, in collaborazione con BDI- Schlesinger Group e con ricercatori di diverse università (*) Direttore della ricerca Cristiano Codagnone.

Cristiano Codagnone (Università degli studi di Milano e UOC), Francisco Lupiañez-Villanueva (UOC), Giovanni Liva (Open Evidence), Frans Folkvord (Open Evidence), Francesco Bogliacino (Universidad Nacional de Colombia), Rafael Charris (Universidad Nacional de Colombia), Camilo Gómez (Universidad Nacional de Colombia), Felipe Montealegre (Universidad Nacional de Colombia), Giuseppe Veltri (Università degli studi di Trento, Gerda Reith (Glasgow University).
A spin-off of Universitat Oberta de Catalunya (UOC)

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