| L'alfabeto delle coppie in crisi |
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Titolo: L'alfabeto delle coppie in crisi Autori: dr. Giuseppe Belotti e Dr. Palazzo Salvatore Le crisi di coppia si superano applicando il sistema preventivo.Un conflitto riconosciuto in tempo e affrontato con coraggio e responsabilità può trovare adeguate soluzioni che evitano sofferenze e traumi.Ma il primo nemico da riconoscere e controllare è il mito consumistico del "tutto e subito" che voracemente distrugge la vita individule e di coppia poichè fa del solo desiderio la stella polare del vivere. Nella vita di coppia, l'altro non è un vestito da cambiare quando non piace più, perché questa riduzione della persono conduce solo alla fuga dall'impegno e spinge a inseguire un paradiso artificiale che frustra solo la vita. le crisi, che naturalmente possono insorgere, sono invece occasione di resilienza, ossia opportunità per svegliare capacità individuali sopite e consapevolezza maggiori migliorando la vita del singolo e di coppia, conducendola ad altezze precedentemente inaspettate. Così la crisi da occasione di rottura può diventare una formidabile opportunità di crescita. Perché rinunciarvi? Introduzione
Un libro per le coppie in crisi quanto può essere utile in una società dove ognuno applica proprie ricette nelle relazioni? Probabilmente poco. È buon auspicio pensare, per chi si occupa per professione di situazioni di coppie in crisi e di problemi familiari, che si possa fare della prevenzione nei rapporti umani. L’esperienza clinica ci insegna che, spesso, un conflitto riconosciuto in tempo e affrontato con coraggio e responsabilità, può trovare adeguate soluzioni. Va ricordato che, al di là delle semplificazioni e banalizzazione sulle separazioni dei divi dello spettacolo propinate dai media, la rottura dei legami è fonte di grande sofferenza, soprattutto quando coinvolge bambini e ragazzi. Proteggere la relazione e farne cura è impresa non sempre facile. Le relazioni di coppia e familiari si trovano sollecitate da continue perturbazioni e cambiamenti. Una cultura improntata al mito consumistico riverbera, anche nelle relazioni più intime, la voracità del piacere immediato. “Tutto e subito” è lo slogan che accompagna uomini e donne che faticano a modificare uno stile di vita che fa del proprio desiderio la stella polare del vivere. L’individualismo, portato all’eccesso, non permette minime frustrazioni e ostacoli alla felicità. Quando un rapporto non funziona si cambia, come si cambiano l’auto o il vestito. Non c’è tempo per fermarsi a riflettere sulle naturali difficoltà che ogni incontro tra persone presenta, sia coppia, famiglia, amicizie. In tanti casi si preferisce la fuga dall’impegno, inseguendo meteore e paradisi artificiali. In questo scenario è impresa non sempre facile proteggere la relazione e prendersene cura. Appaiono come richieste impossibili abitare le incertezze e le inquietudini del vivere, soggiornare nei conflitti e nelle fragilità. La differenza tra le persone, montagne insormontabili, mura ciclopiche che, al primo sguardo, fiaccano la motivazione. La curiosità e la scoperta dell’altro lasciano il posto alla superficialità di rapporti estemporanei, interessanti fino a quando non ci si stanca. Di certo l’organizzazione sociale, i ritmi del lavoro, la gestione del quotidiano non aiutano a trovare spazi in cui potersi soffermare a ragionare sulla propria esistenza. La velocità della società imbriglia tutti in un vortice da cui è difficile uscire. Le coppie, le famiglie e, soprattutto, le donne si trovano spesso come trottole, a girare negli spazi della città. I tempi della comunicazione si sono ridotti. Lo spazio di una cena resta uno dei pochi momenti in cui ci si ferma a discutere. Le conversazioni si diradano in monosillabi, le questioni sono accantonate: non c’è voglia, dopo il lavoro, di intrattenere un dialogo. La comunicazione resta povera, spesso arida; non si trasmettono emozioni, sentimenti, ma solo informazioni di servizio. Sono le donne a richiamare una maggiore vicinanza comunicativa. Lo fanno con garbo e gentilezza, con forza e veemenza, spesso con rimproveri, urlando l’esigenza di un ascolto. I segnali inviati percorrono le strade più consone al loro stile: frasi sibilline, minacce aperte, ricatti; sensi di colpa, richiami alla responsabilità e al patto coniugale. Accade sempre più spesso che, in questo turbinio comunicativo, gli interlocutori non riescano a cogliere quei segnali di “allarme rosso” che indicano l’avvicinarsi di un pericolo per la relazione. Se tanti di questi segnali fanno parte delle baruffe coniugali, altri si connotano come indicatori di una crisi. Il fatto di sottovalutarli e non coglierli, crea situazioni di disagio che possono portare alla rottura del legame. Appare evidente che, se le questioni vengono discusse e ragionate in tempo, i partner possono aprire un dialogo di chiarimento e trovare possibili soluzioni. Le espressioni raccolte in questo volume, guidano il lettore alla riflessione su alcune comunicazioni che richiamano i significati di una crisi, il cui sviluppo non è prevedibile. Come sempre nei rapporti umani, i fattori che spingono i partner a scegliere la soluzione della rottura del legame o il rilancio della relazione di coppia sono tanti. Sembra certo che partire dall’analisi di un’espressione, dall’ascolto attento, aiuti a ritessere il filo del dialogo. Non è quindi semplice speranza ma consapevolezza che ogni coppia ha capacità e risorse per affrontare qualsiasi questione. Gli esperti indicano con il termine resilienza l’attivazione di risorse: capacità dell’individuo e della famiglia di far fronte alle difficoltà, di attingere a tutte le energie per cercare una soluzione ai problemi della vita. È proprio nei momenti più difficili dell’esistenza che le persone esprimono capacità impensabili. Una crisi può essere occasione per ritrovare e rinnovare legami assopiti, amicizie affievolite, parentele allontanate. Ognuno può riconoscere di avere capacità di mediazione, di negoziazione, di perdono, di forza, di coraggio. Le situazioni di stallo, i tunnel dell’anima, il guado dei sentimenti, possono trovare una speranza che dirige verso un futuro più accettabile. La resilienza nella coppia permette di unire le forze, in modo condiviso, per fronteggiare il pericolo della rottura del legame. Non un gioco alla fune dove ognuno manifesta le proprie esigenze e fa valere i propri bisogni, ma una sinergia da cui possano emergere le qualità migliori dei singoli nel trovare soluzioni giuste per il benessere di tutti, soprattutto per i figli. Quando nella coppia le energie non sono sufficienti, aprirsi ad altre relazioni diventa indispensabile. Gli altri, di solito, sono le persone più vicine: amici, parenti, colleghi di lavoro che, appena sollecitati, mettono in campo quanto hanno di meglio. Consigli, suggerimenti, ascolto, supporto alla quotidianità: sono tanti i modi in cui esprimono la loro sincera e autentica partecipazione. Un ruolo speciale rivestono le famiglie di origine che, nei primi momenti, appaiono deluse e dispiaciute per la situazione di crisi, ma poi entrano in azione per proteggere il legame e i nipoti; in alcuni casi con un trasporto eccessivo, in altri con garbo e discrezione osservano l’evolversi della situazione, attenti e rispettosi delle scelte della coppia. Gli amici sono una risorsa ineguagliabile. Attraverso un ascolto partecipato ed empatico vivono la situazione trepidando e cercando di far riflettere e ragionare su ciò che accade. È pur vero che spesso si schierano e prendono posizioni di parte, ma il sostegno non viene mai meno. Diventano preziosi soprattutto nei momenti di maggiore tensione della crisi. La loro presenza costante è un porto sicuro per il partner, un filo continuo che nei momenti di angoscia permette di sedare ansie ingestibili. È importante in questi momenti potersi raccontare, trovare una persona che ascolti il nostro disagio, la confusione, le delusioni e le amarezze di quanto si vive. Tutta questa rete di buone relazioni, se attivata in tempo, permette di vedere con maggiore chiarezza la situazione di crisi. La forza di queste relazioni è fonte di speranza, sollecita e incoraggia riflessioni, apre punti di vista nuovi e imprevisti, prospetta orizzonti inaspettati. Una coppia in solitudine trova maggiori difficoltà nelle situazioni di crisi. Non poter attingere alle risorse esterne limita e vincola opportunità di risoluzione dei conflitti. Una coppia aperta, davanti a momenti di disagio è pronta e disponibile all’aiuto, riconoscendo che la vicinanza con le persone significative è la chiave per aprire nuove speranze. |




